Reading Camilleri's stories about pets

I have a soft spot for Camilleri. In his book of short stories “I tacchini non ringraziano”, he talks about his pets, especially in the story of “un cane da buca” (a pothole dog) and a “pappagallino” (parrot). I found many interesting phrases, here are just one or two:

In sostanza, lo ghettizzammo (perché il cane da buca potrebbe essere pericoloso, in effetti era esattamente l’opposto!).

La moglie sentì una voce profonda, rauca, dall’accento inconfondibilmente siciliano… (era un pappagallino e non Camilleri!)

L’uomo non piangeva, come avevo creduto, ma rideva a crepapelle. Pareva titubante a continuare.

“Non siamo noi a scegliere un animale per compagno, ma è lui che sceglie noi”.

I particularly like the last one. (Mi piace particolarmente l’ultimo).

Ciao :wink:

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